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Villa L'Ambrogiana a Montelupo F.no (FI)

Un patrimonio da recuperare

Fatta costruire nel XVI secolo dal granduca Ferdinando I Medici, l’Ambrogiana è stata trasformata nel XIX secolo in sede di un ospedale psichiatrico giudiziario.

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Villa medicea detta l’Ambrogiana a Montelupo Fiorentino (FI)

Un patrimonio da recuperare

La villa medicea detta l’Ambrogiana è collocata alla confluenza dei fiumi Arno e Pesa nel comune di Montelupo Fiorentino, in provincia di Firenze. Il granduca Ferdinando I ne commissiona la ricostruzione alla fine del XVI secolo. Tra gli architetti coinvolti nel progetto di ripristino dell'edificio emerge la figura di Raffaello Pagni, collaboratore di Bernardo Buontalenti. Nel XVII secolo la struttura è collegata tramite un lungo corridoio ad un convento di padri alcantarini. Nella seconda metà del XIX secolo la villa e i suoi annessi sono trasformati in manicomio e in seguito in ospedale psichiatrico giudiziario, loro attuale destinazione.

Storia

Posta sulla riva sinistra del fiume Arno, lungo il tragitto fluviale che da Firenze conduce a Livorno, la villa Ambrogiana, un tempo florida residenza di caccia medicea, è oggi sede di un Ospedale Psichiatrico Giudiziario posto sotto la gestione del Ministero di Grazia e Giustizia.

Lo stato di decadenza che connota attualmente l’imponente edificio, destinato da oltre un secolo ad usi impropri, non ha tuttavia svilito il suo aspetto sobrio e grandioso, memore delle scelte politiche e progettuali dei signori di Toscana. Al pari delle altre residenze medicee extraurbane l’Ambrogiana faceva infatti parte di quel sistema di ville-fattorie che, sorte in funzione celebrativa del potere dinastico, mutarono nel tempo le loro funzioni divenendo delle vere e proprie aziende produttive.

La fattoria e il podere dell’Ambrogiana divennero proprietà medicee a partire dal 1573. Ferdinando I de’ Medici, già cardinale a Roma, e dal 1587 granduca di Toscana, commissionò l’edificazione della villa, sorta su un preesistente casino signorile. Il nuovo edificio fu dotato di quattro torri angolari e di un chiostro centrale con cisterna. Nel 1574 è documentato nella fabbrica Giovanni Antonio Dosio, incaricato della progettazione dello scalone esterno della villa. Gli interventi strutturali principali furono tuttavia condotti tra 1587 e il 1590. Nello stesso periodo fu organizzato l’impianto del giardino e messa mano all’accesso della villa dalla parte del fiume Arno, dove Giovan Battista Ferrucci del Tadda realizzò una grotta decorata di spugne, fossili e bassorilievi.

In questa fase costruttiva lavorarono al cantiere i principali architetti attivi a Firenze alle dipendenze del granducato. A partire dal 1588 capomastro del cantiere è Raffaello Pagni. La presenza del Pagni all’Ambrogiana induce a ritenere plausibile la partecipazione ai lavori, come supervisore, di Bernardo Buontalenti il quale era solito contribuire progettualmente alla realizzazione degli edifici medicei, per poi lasciare l’esecuzione dei lavori ai suoi allievi e collaboratori. L’influenza buontalentiana fu mantenuta negli anni seguenti grazie al coinvolgimento dell’ingegnere e architetto di corte Gherardo Mechini.

Alla fine del ‘500 l’edificazione dell’edificio poteva ritenersi conclusa, come testimonia la lunetta dedicata all’Ambrogiana dipinta da Giusto Utens (1599-1602 ca). La sua posizione strategica, la vicinanza al corso del fiume e la possibilità di usufruire degli appezzamenti boschivi, rendeva questa residenza extraurbana particolarmente comoda per i soggiorni di svago della corte e le fugaci soste di viaggiatori e ospiti dei granduchi, di passaggio tra la città di Firenze e quella di Livorno. L’uso occasionale dell’edificio da parte dei sovrani si rispecchia chiaramente nello scarso ed effimero patrimonio mobile registrato all’interno della villa tra la fine del ‘500 e i primi decenni del ‘600, consistente in suppellettili e utensili associati alla pratica venatoria, armi da caccia e opere di facile rimozione come paramenti tessili e arazzi. A partire dalla seconda metà del Seicento, sotto il governo di Cosimo III, la villa fu al contrario arricchita in modo considerevole di opere d’arte legate agli interessi del duca per le scienze naturali: dipinti di nature morte e vive, composizioni di frutti e fiori, paesaggi, caccie ecc., trovavano posto sulle pareti dei principali saloni di rappresentanza.

Negli anni settanta del XVII secolo Cosimo III incaricò Ferdinando Tacca di eseguire dei lavori di decorazione alla villa e contestualmente si impegnò nella fondazione, costruzione e dotazione della chiesa e convento di S. Pietro d’Alcantara, un complesso conventuale edificato tra il 1678 e il 1681 dall’architetto Pier Maria Baldi nei pressi dell’Ambrogiana. Il convento fu collegato alla villa tramite un lungo corridoio coperto, dal quale il sovrano poteva raggiungere la chiesa ed assistere alle messe da un coretto.

Nel 1737 con l’estinzione della dinastia medicea il granducato di Toscana passò ai Lorena d’Austria. Sotto Francesco Stefano l’Ambrogiana fu restaurata per opera dell’architetto Jean Nicholas Jadot (1738-1740), direttore generale dello Scrittoio delle Regie Fabbriche. Le relazioni sullo stato dell’immobile redatte intorno alla metà del secolo restituiscono tuttavia l’immagine di un edificio in progressiva decadenza, in quanto scarsamente impiegato dai sovrani lorenesi.  

Pietro Leopoldo, granduca in carica dal 1765, frequentò occasionalmente la villa ma ne garantì la periodica manutenzione. Suo figlio, Ferdinando III, che gli successe nel 1791, inaugurò al contrario una stagione di restauri e decorazioni per l’Ambrogiana: furono affrescate porte, sovrapporte e  pareti del primo piano; nel salone nobile trovarono spazio le Vedute paesaggistiche di Niccolò Conestabile. Leopoldo Prucher, regio giardiniere di Boboli, fu incaricato di risistemare i giardini della villa e tra il 1795 e il 1796 l’architetto Giuseppe Del Rosso, a cui subentrò in seguito Pasquale Poccianti, progettò le nuove scuderie e altri annessi.

L’intermezzo napoleonico (1799-1814) segnò una fase di stallo e progressivo disinteresse per l’edificio: le opere d’arte di maggiore interesse conservate al suo interno furono rimosse, e dopo un fallimentare tentativo di vendita del complesso esso fu posto in affitto. La restaurazione lo riportò nelle mani dei sovrani lorenesi che ne intrapresero, grazie all’interessamento di Ferdinando III, un immediato restauro ad opera dell’architetto Pasquale Poccianti (1815 - 1822).

Nel 1824 Leopoldo II, ultimo granduca di Toscana, decise di destinare il convento dei padri alcantarini, già soppresso a seguito delle riforme leopoldine, a casa di pena femminile e le scuderie dell’Ambrogiana a penitenziario maschile. Scelte che segnarono le successive destinazioni dell’edificio. A partire dal 1850 si susseguirono infatti progetti per la trasformazione dell’immobile, ormai disabitato, in manicomio. A questo progetto lavorarono dapprima l’architetto livornese Giuseppe Cappellini e, dal 1853, Francesco Mazzei al quale fu commissionata la trasformazione della struttura in carcere.

Nel 1860 la villa diventò proprietà dello Stato italiano e fu sottoposta prima al Ministero dell’Interno, poi a quello di Grazia e Giustizia. Nel 1884 il complesso fu definitivamente trasformato in manicomio criminale. Questa conversione comportò la perdita dei giardini e l’avvio di una  fase di utilizzi impropri e degradanti per l’immobile: il quartiere detentivo fu distribuito non solo presso le scuderie, ma anche lungo il corridoio di connessione tra la villa e l’ex chiesa dei padri alcantarini; all’interno dell’edificio alcune stanze vennero usate come magazzini, altre mutate nella loro conformazione per servire come uffici amministrativi e caserma, funzioni che svolgono anche nella fase attuale. 

Collocazione

Villa Medicea L'Ambrogiana

Viale Umberto I, 42 - 50056 Montelupo Fiorentino (FI)

Coordinate GPS: 43.730778,11.014416

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Fonti

In questa sezione sono elencate le fonti archivistiche relative all'immobile in oggetto, raccolte durante il progetto; le risorse sono consultabili gratuitamente nella sezione "Banca dati" dopo aver effettuato la registrazione.

  • Villa medicea detta l’Ambrogiana a Montelupo Fiorentino (FI)

    • Contratto di affidamento della manutenzione della villa l'Ambrogiana
    • Descrizione della Regia Villa dell'Ambrogiana
    • Descrizione della Villa L'Ambrogiana trasformata in manicomio
    • Descrizione della villa l'Ambrogiana
    • Descrizione e stima della villa l'Ambrogiana
    • Dizionario geografico fisico storico della Toscana
    • Elenco dei lavori da compiersi alla villa Ambrogiana nel 1792
    • Elenco dei pittori attivi nella villa l'Ambrogiana nel XVIII secolo.
    • Elenco dei pittori incaricati a dipingere le sale della villa l'Ambrogiana nell'anno 1792
    • Indicatore topografico della Toscana granducale
    • Lavorazione di riparazione ai tetti del complesso demaniale del Manicomio giudiziario di Montelupo
    • Lavori di manutenzione e allestimento della villa l'Ambrogiana
    • Lettera del Direttore Nardi all'ingegnere capo del Genio Civile di Firenze
    • Lettera del Ministero dei Lavori Pubblici all'Ufficio del Genio Civile di Firenze
    • Lettera del Ministero dei Lavori Pubblici all'Ufficio del Genio Civile di Firenze
    • Lettera del Prefetto al Genio Civile di Firenze
    • Lettera del Soprintendente Barbacci relativa ai restauri urgenti alla Villa
    • Lettera del Soprintendente Rossi al Genio Civile di Firenze e alla Direzione del Manicomio
    • Lettera del direttore Coppola relativa ai laboratori del manicomio
    • Lettera del direttore Coppola relativa al salone della Villa
    • Lettera del direttore Coppola relativa al salone della Villa
    • Lettera del direttore Coppola relativa al soffitto del salone nobile della Villa L'Ambrogiana
    • Lettera del direttore Nardi all'Ufficio del Genio Civile di Firenze
    • Lettera del direttore Nardi all'ingegnere capo del Genio Civile di Firenze
    • Lettera del direttore Nardi all'ingegnere capo del Genio Civile di Firenze
    • Lettera del direttore Nardi all'ingegnere capo del Genio Civile di Firenze
    • Lettera del direttore del manicomio al capo del Genio Civile di Firenze
    • Lettera del direttore del manicomio all'ingegnere capo del Genio Civile di Firenze
    • Lettera del direttore del manicomio relativa ai nuovi laboratori
    • Lettera dell'architetto Giuseppe Ruggieri al sovrano lorenese
    • Lettera della Direzione del Manicomio all'ingegnere capo del Genio Civile di Firenze
    • Lettera della Segreteria della Corona in rapporto ai lavori di rinnovo dell'Ambrogiana
    • Lettera della Società Moglia di Milano al Genio Civile di Firenze
    • Lettera di Cappellini a Gargiolli
    • Lettera di Cappellini a Gargiolli
    • Lettera di Claudio Segardi a Ferdinando III in riferimento alle scuderie dell'Ambrogiana
    • Lettera di Gargiolli a Cappellini
    • Lettera di Gargiolli a Cappellini
    • Lettera di Gargiolli all'architetto Giuseppe Cappellini
    • Lettera di Giovanbattista Baldelli a Tommaso Puccini
    • Lettera di Giuseppe Ruggieri relativa allo stato dei condotti d'acqua che portano alla villa l'Ambrogiana
    • Lettera di Giuseppe del Rosso a Onofrio Boni in riferimento alle scuderie dell'Ambrogiana
    • Lettera di Leopoldo Prucher al Direttore dello Scrittoio delle Fortezze e Fabbriche
    • Lettera di Onofrio Boni a Ferdinando III Asburgo-Lorena in riferimento alle scuderie dell'Ambrogiana
    • Lettera di Tommaso Puccini a Giovanbattista Baldelli
    • Lettera di accompagnamento alla perizia di Pasquale Poccianti sui lavori all'Ambrogiana
    • Nota dei camini portati alla villa Ambrogiana in sostituzione di quelli presentiin villa e destinati ad altri siti
    • Nota delle carte e disegni dell'architetto Cappellini per la Villa L'Ambrogiana
    • Nota di spesa dei lavori compiuti alla villa l'Ambrogiana l'anno 1780
    • Nota di spesa del fornaciaio Corradini per materiali inviati alla villa l'Ambrogiana
    • Nota di spese per lavori di manutenzione alla villa l'Ambrogiana
    • Notazione delle opere da compiere alla villa l'Ambrogiana
    • Notizie del Real Convento di S. Pietro d'Alcantara all'Ambrogiana
    • Osservazioni del professor Francesco Bini al progetto dell'architetto Cappellini
    • Perizia di Poccianti relativa ai lavori di restauro della villa e ampliamento di alcuni annessi
    • Perizia di spesa per l'abitazione del medico primario del Manicomio
    • Perizia di spesa per la sistemazione del padiglione della Pallacorda
    • Perizia di spesa per la sistemazione del salone granducale
    • Perizia di spesa per sistemare i locali della Pallacorda
    • Perizia di spesa per sistemare l'accesso al padiglione dell'infermeria
    • Perizia per la costruzione di un pozzo artesiano
    • Permesso di costruzione di una infermaria presso il convento di S. Pietro d'Alcantara
    • Piano di sistemazione del Manicomio redatto dal direttore Nardi
    • Programma dei lavori da eseguirsi nel manicomio giudiziario
    • Raccolta di lettere sulla pittura, scultura ed architettura
    • Relazione
    • Relazione a corredo del calcolo particolarizzato
    • Relazione dei lavori da eseguire alla Villa L'Ambrogiana
    • Relazione dei lavori di sistemazioni necessari per l'accesso al padiglione dell'infermeria
    • Relazione del Genio Civile per i lavori da eseguirsi in seguito a un nubifragio
    • Relazione dell'Intendenza di Finanza circa l'acquisto di alcuni terreni
    • Relazione dell'architetto Giuseppe Cappellini per la trasformazione della villa in manicomio
    • Relazione dell'ingegnere capo relativa ai lavori alle finestre della lavanderia e degli uffici della direzione
    • Relazione dello stato della villa l'Ambrogiana all'anno 1761
    • Relazione dello stato di manutenzione e conservazione della villa l'Ambrogiana
    • Relazione sugli annessi e pertinenze della villa l'Ambrogiana
    • Relazione sullo stato della villa l'Ambrogiana al 1745
    • Scheda di catalogo: Manicomio Giudiziario dell’Ambrogiana (FI)
    • Scheda di catalogo: Villa L'Ambrogiana (FI)
    • Scheda di catalogo: Villa L'Ambrogiana (FI)
    • Supplica dei padri del convento di S. Pietro d'Alcantara
    • Viaggio pittorico della Toscana
  • Cronologia

    In questa sezione è visibile una cronologia sintetica delle fasi più significative di costruzione, trasformazione e restauro del complesso.

     

    • 1573 il cardinale Ferdinando I Medici acquista la villa e fattoria dell’Ambrogiana a Montelupo fiorentino
    • 1574 Giovanni Antonio Dosio, con la supervisione di Bartolomeo Ammannati, progetta alcuni lavori di riattamento della villa
    • 1587 la villa viene ricostruita probabilmente su progetto di Bernardo Buontalenti e sotto la direzione di Raffaello Pagni. Giovan Battista Ferrucci detto il Tadda sistema il giardino e costruisce la grotta sull’Arno. Alle fontane e ai giardini lavora l’ingegnere Buonaventura da Orvieto
    • 1589 si fanno i barbacani alla grotta nuova
    • 1592-1602 Ferdinando I compra alcuni terreni per realizzare lo stradone di accesso alla villa
    • 1595 Giusto Utens riproduce la villa Ambrogiana in una lunetta
    • 1599 l’ingegnere Gherardo Mechini effettua una sopralluogo alla villa per definire gli interventi necessari a contenere le esondazioni del fiume Pesa
    • 1602 l’ingegnere Gherardo Mechin progetta la ricostruzione del muro di sostegno della peschiera del giardino
    • 1627 l’architetto Giulio Parigi progetta la deviazione del fiume Pesa per evitare la rovina delle stalle. Il progetto, definito nel dettaglio dall’ingegnere Alessandro Bartolotti, non viene realizzato. Si innalza però un muro a difesa delle scuderie
    • 1671-1675 Cosimo III Medici incarica Ferdinando Tacca di eseguire alla villa dei lavori di abbellimento
    • 1677 l’ingegnere Pier Maria Baldi costruisce la chiesa e il convento dei Padri d’Alcantara, collegati alla villa tramite un lungo corridoio
    • 1681 alla villa vengono aggiunte nuove stalle e una tinaia
    • 1691 Antonio Ferri esegue lavori all’Ambrogiana
    • 1692 viene costruita una loggia sopra l’uscio della rimessa
    • 1699-1700 l’ingegnere Giovan Battista Foggini esegue una visita di controllo sullo stato di conservazione dell’Ambrogiana
    • 1738-1740 il granduca Francesco Stefano di Lorena affida lavori di restauro della villa all’architetto Jean Nicholas Jadot, direttore generale dello Scrittoio
    • 1742-1757 l’architetto Giuseppe Ruggeri realizza una serie di disegni della villa
    • 1745-1746 due alluvioni danneggiano la villa, l’architetto Ruggi?eri propone di rialzare lo stanzone delle munizioni da fuoco
    • 1757, 1760, 1761 la villa subisce alcuni danni a causa di scosse telluriche
    • 1789 il convento dei Padri d’Alcantara viene soppresso. Del mantenimento della villa si occupano l’ingegnere Gaspeto Paoletti e Zanobi Filippo del Rosso
    • 1791 viene rifatto il condotto che porta l’acqua da Petrognano alla villa Ambrogiana
    • 1792 l’architetto Giuseppe Ruggieri realizza interventi di restauro alla villa
    • 1793 Leopoldo Prucher, regio giardiniere di Boboli, risistema i giardini della villa
    • 1795-1796 l’architetto Giuseppe Del Rosso, a cui subentra poi Pasquale Poccianti, progetta le nuove scuderie e altri annessi dela villa
    • 1810 la villa viene ceduta al Demanio dello Stato. Il Ministero del Tribunale di Empoli prende possesso della villa in nome dell’Imperiale Corona
    • 1810-1812 il governo francese tenta di vendere la villa al barone Rinuccini, ma la vendita non viene perfezionata a causa di discordie sul prezzo
    • 1815-1822 l’architetto Pasquale Poccianti restaura la villa, i giardini e gli stradoni
    • 1824 Leopoldo II Lorena decide di adattare il vecchio convento dei padri alcantarini a casa di pena femminile e le scuderie a penitenziario maschile.
    • 1846 viene costruita la strada ferrata a fianco della villa su progetto dell’architetto Pasquale Poccianti
    • 1849 il governo granducale decide di trasferire alcuni malati mentali all’Ambrogiana.
    • 1850 si crea una commissione per esaminare la convenienza di trasformare la villa in manicomio. Il Ministero della Guerra chiede in uso la villa al Ministero delle finanze per scopi militari. L’architetto Francesco Mazzei redige una perizia estimativa della villa. Si affida poi all’architetto livornese Giuseppe Cappellini il compito di progettare la trasformazione della villa in manicomio
    • 1853 viene definitivamente scartato il progetto dell’architetto Cappellini e si affida l’incarico di elaborare un nuovo progetto di riduzione in carcere all’architetto Mazzei
    • 1855 l’architetto Mazzei, coadiuvato dall’architetto Carlo Chirici, redige un progetto di riduzione della villa a carcere correzionale per le donne e delle scuderie a casa correzionale maschile
    • 1860 la villa e gli annessi passano al governo italiano (assegnati prima al Ministero dell’Interno e poi al Ministero di Grazia e Giusstizia)
    • 1863 l’architetto mazzei invia una relazione sull’Ambrogiana alla Direzione del demanio e delle tasse di Firenze
    • 1884 sotto la supervisione del direttore Ponticelli, l’ingegnere Bulgarini trasforma il complesso dell’Ambrogiana in manicomio criminale. Si perdono completamente i giardini. Inizia il degrado delle strutture.

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