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Arsenale, Venezia

riuso polifunzionale

Costruito nel XII secolo per ospitare i cantieri navali veneziani, nel corso dei secoli l’Arsenale è stato trasformato, ampliato, demolito e adattato a nuove esigenze di carattere politico, militare, produttivo. Nel 1866 l’Arsenale è stato acquisito dallo Stato Italiano e affidato al Ministero della Marina che ha ampliato e ammodernato le strutture per renderle efficienti rispetto alle moderne strategie militari. Per queste trasformazioni furono presentati diversi progetti di rifunzionalizzazione, che sollevarono numerose polemiche legate alla conservazione storico-architettonica del complesso. Fu istituita una commissione che nel 1869 decise per una soluzione intermedia: furono realizzati i due bacini di carenaggio, gli scali scoperti, la grande darsena, le officine dei Lamierini, moderne costruzioni ispirate alle forme antiche e costruite con moderne tecnologie. Nel 1908 fu deciso un nuovo ampliamento verso nord-est e fu realizzato il terzo bacino.

L’Arsenale, di proprietà statale, occupa una superficie di circa 48 ettari ed è circondato da 5 km di mura. La gestione è stata divisa tra tre ministeri: 62% Ministero della Difesa- Marina Militare, 2% Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e 36% Demanio Culturale.

Dopo anni di discussioni per il recupero di parti che nel tempo sono state completamente abbandonate e si sono completamente degradate, il Comune di Venezia, che è sia concessionario di immobili sia titolare della pianificazione urbanistica dell’area, ha nel 2002 costituito la società Arsenale di Venezia S.p.A. insieme all’Agenzia del Demanio con l’obiettivo della valorizzazione attraverso la riqualificazione e il restauro delle aree e delle volumetrie, la rivitalizzazione con l’individuazione di nuove funzioni, la ricerca di possibili investitori e soggetti gestori. L’Arsenale è stato trasformato in polo multifunzionale per l’innovazione e la ricerca, la produzione cantieristica, la cultura, il turismo, mantenendo anche aree gestite dalla Marina Militare e dal locale Magistrato delle Acque.

Per realizzare queste finalità sono stati approntati strumenti di indirizzo e pianificazione urbanistica, elaborati in stretta collaborazione con la Soprintendenza. Nel 2003 è stato approvato il piano particolareggiato dell’Arsenale Nord redatto dal Comune di Venezia, elaborato da Ambra Dina e collaboratori, con l’obiettivo di riconoscere, tutelare e sviluppare le caratteristiche dell’Arsenale, riposizionandole nella nuova strategia urbana e di passare da uno stato avanzato di degrado a rinnovato luogo simbolo politico, militare, commerciale di Venezia.

Nel progetto sono state affrontate le delicate questioni della conservazione e del rapporto tra le nuove funzioni e lo spazio urbano circostante. Uno dei criteri principali adottati nelle trasformazioni è stata la compatibilità degli interventi nel continuo dialogo con le caratteristiche storiche, fisiche e sociali dell’area. 

Nel piano particolareggiato sono state definite le linee guida di intervento sulle strutture e i risultati sono un connubio tra antico e moderno. Sono stati conservati gli elementi più caratterizzanti e demolite le strutture più recenti, sono stati costruiti volumi nuovi all’interno degli spazi delle tese. Per le dimensioni degli interventi, il progetto, in divenire, utilizza soprattutto finanziamenti pubblici, a cui si aggiungono quelli privati, che sono incentivati anche dalla formula della concessione a lungo periodo.

Il progetto dell’area nord ha dato risultati soddisfacenti, quindi nel 2008 è stata firmata un’intesa per la valorizzazione e il riuso degli spazi dell’area sud dell’Arsenale di Venezia tra l’Agenzia del Demanio, il Ministero della Difesa e il Comune di Venezia. In forza della legge 85/2010 il Comune di Venezia ha chiesto e ottenuto nel 2012 allo Stato il trasferimento gratuito della proprietà dell’Arsenale alla città, nel rispetto dei diritti del Magistrato delle Acque. La proprietà dell’Arsenale è stata dunque trasferita al Comune di Venezia nel febbraio 2013, ad esclusione delle porzioni utilizzate dal Ministero della Difesa. L’obiettivo principale è rendere l’Arsenale un “luogo aperto a tutti”.

Nel maggio 2013 la società Arsenale Spa è stata messa in liquidazione.

Luogo: Venezia, Italia

Denominazione: Arsenale

Usi passati: produttivo, militare

Uso presente: polifunzionale (culturale, commerciale, produttivo, residenziale, militare)

Committente: Arsenale S.p.a.

Data progetto: 2003-in corso

Progettisti: vari

Link: www.arsenaledivenezia.it

Bibliografia: La bibliografia relativa a questo caso di riuso è molto vasta. Rimandiamo alla seguente pubblicazione che raccoglie gli interventi di diversi soggetti che hanno partecipato in forma attiva al progetto: La rinascita dell'Arsenale: la fabbrica che si trasforma, a cura di A. Dina, Venezia, Marsilio, 2004.

Interesse rispetto al progetto ArTeSalVa: L'interesse per il caso dell'Arsenale veneziano è rappresentato dalla forma di gestione del progetto. Nel 2003 è stata costituita per la prima volta in Italia una società pubblica, composta dall'Agenzia del Demanio e dal Comune di Venezia, con lo scopo di recuperare e valorizzare un complesso storico di grande importanza per l'identità cittadina. La società, oggi in liquidazione, ha avuto il compito di promuovere l'immissione degli immobili recuperati nel circuito economico e sociale della città e di garantirne l'effettiva fruibilità anche attraverso una corretta conduzione economica.