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Certosa di Calci (PI)

Un complesso monastico certosino del XIV secolo

La Certosa di Calci presso Pisa è un complesso monastico fondato nel 1367 e ampliato nel corso del XVII e XVIII secolo. Divenuto proprietà demaniale nel 1866, oggi è sede di due musei.

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La Certosa Monumentale di Calci

Un complesso monastico certosino del XIV secolo

La Certosa di Calci presso Pisa è un complesso monastico certosino fondato nel 1367 e ampliato nel corso dei secoli XVII e XVIII. Nel 1634 l’architetto fiorentino Matteo Nigetti, allievo e collaboratore di Bernardo Buontalenti, progetta il grande chiostro intorno a cui si distribuiscono le celle dei padri. Tra il 1764 e il 1797 il priore Alfonso Maggi avvia una fase di importanti lavori di ampliamento e decorazione che trasformerà la Certosa in una delle testimonianze di arte e architettura settecentesche più significative della Toscana. Divenuto di proprietà demaniale nel 1866, il complesso è stato dichiarato monumento nazionale. Oggi ospita da una parte il Museo di Storia Naturale e del Territorio e dall’altra il Museo Nazionale della Certosa monumentale.

Storia

Collocata in Valgraziosa in posizione isolata rispetto al vicino centro abitato, la Certosa di Calci fu fondata nel 1367. La sua costruzione, autorizzata dal vescovo pisano Francesco Moricotti, fu sostenuta economicamente da alcune nobili famiglie pisane.

Delimitata l’area di clausura con un recinto, lo spazio fu organizzato secondo i principi certosini. Le celle dei monaci furono costruite per addizione progressiva di moduli unitari che si affacciavano sul primo chiostro grande. Nel 1374 fu iniziata la costruzione della chiesa, a fianco della quale furono costruite la sagrestia e le cappelle. Furono quindi aggiunte le strutture necessarie alla vita certosina: il refettorio, la foresteria, la sala capitolare, il piccolo chiostro capitolare, il dormitorio dei conversi, la cucina, le officine e gli annessi rurali.

Tra la fine del Trecento e i primi anni del Quattrocento l’architetto Piero di Giovanni da Como, che aveva già seguito i lavori di costruzione della chiesa, ne realizzò la facciata di marmo. Del suo lavoro oggi rimangono poche tracce visibili nei costoloni delle volte ogivali e nei profili ogivali delle finestre laterali. Tra il 1455 e il 1456 i maestri comacini Giovanni e Andrea realizzarono la scala della chiesa. Negli anni seguenti gli stessi lavorarono al campanile, alle volte, al coro.

I lavori in Certosa proseguirono per tutto il Quattrocento. Furono edificate altre celle e si sistemarono orti e giardini, tracciando recinti e vie d’acqua. Tra il 1470 e il 1475 i fratelli Lorenzo e Bartolomeo di Salvatore, scalpellini di Settignano, realizzarono il chiostro capitolare e la loggetta del priore.

Nel XVI secolo i lavori strutturali erano ormai conclusi. Alla fine del secolo fu avviata un’intensa fase di decorazione degli ambienti principali. Il pittore Bernardino Poccetti fu incaricato di affrescare il refettorio e la chiesa conventuale e di realizzare alcuni quadri per gli altari. La maggior parte dei suoi lavori sono andati distrutti nella ristrutturazione settecentesca della Certosa.

Tra il 1601 e il 1613 il priore ferrarese Teofilo Caucchi avviò una fase di lavori migliorativi alle fabbriche antiche. Nel 1608 il maestro Orazio Bergamini da Carrara venne pagato per il disegno degli altari e della facciata della chiesa, che fu iniziata solo nel 1709 e compiuta nel 1780. Lo stesso Bergamini realizzò anche la cisterna in marmo del chiostro capitolare. Nel 1614 iniziò la ricostruzione del chiostro granducale, trasformato in una spettacolare struttura con pozzo a due piani, e nel 1633 si sostituì il trecentesco chiostro grande con una nuova struttura più ampia e magnificente. L’idea di questo chiostro è attribuita al monaco procuratore don Feliciano Bianchi che, ispiratosi ai principi del trattato L’idea dell’architettura universale di Vincenzo Scamozzi, incaricò l’architetto fiorentino Matteo Nigetti di disegnarlo nei dettagli. I marmi con cui fu costruito il chiostro e realizzata anche la nuova fontana posta al suo centro, furono acquistati a Carrara da Andrea Monzoni e messi in opera dal maestro scarpellino Giovanni Battista Cambi.

Nell'ultimo quarto del XVII secolo la chiesa fu ristrutturata, perdendo definitivamente la fisionomia trecentesca e l’apparato decorativo cinquecentesco. Furono aperte nuove finestre, intrapreso un esteso programma decorativo delle pareti e aggiunte nuove opere d’arte. I fratelli Bergamini di Carrara realizzarono l’altare in preziosi marmi policromi; il figurista Stefano Cassiani affrescò la cupola e le pareti della zona presbiteriale aiutato dai quadraturisti Giovanni Battista e Gerolamo Grandi; successivamente i fratelli bolognesi Antonio e Giuseppe Rolli e i quadraturisti Antonio e Rinaldo Guidi proseguirono la decorazione nelle pareti del coro dei monaci con scene dell'Antico Testamento; nel 1681 Baldassare Franceschini dipinse la tela dell’altare raffigurante S. Bruno che offre la Certosa di Pisa alla Madonna. La bottega di Andrea Vaccà di Carrara realizzò il pavimento della chiesa e l’Angelo per il lettorino del Vangelo. Tra il 1748 e il 1758 Angiolo Somazzi e Carlo Antonio Ferri decorarono alcune cappelle con motivi a stucco. Nel 1760 la chiesa venne finalmente consacrata.

Nel 1764 il priore Alfonso Maria Maggi avviò una nuova fase di ampliamento e decorazione della Certosa. Regista di questa trasformazione fu l’architetto Niccolaio Stassi che nel 1765 realizzò all’interno delle mura il cortile d’onore e all’esterno la nuova piazza a semicerchio. Tra il 1769 e il 1790 progettò e costruì i fabbricati a lato della chiesa uniformandone i prospetti frontali, la foresteria granducale, le officine e i giardini. Aggiunse quindi le stalle, il granaio, il loggione, la lavanderia, l’olivaio e le rimesse.

Tra il 1770 e il 1780 circa il priore Maggi commissionò al pittore Pietro Giarré un esteso programma d'affreschi che andarono a decorare gli ambienti del refettorio, del capitolo, dei corridoi e delle foresterie.

Nel 1783 furono ampliati i dormitori, alle cappelle furono aggiunti nuovi altari e rinnovati i pavimenti con marmette bianche e nere creanti motivi prospettici. Giuseppe Ferri realizzò gli stucchi nella spezieria e in altri locali. Fu iniziata e non terminata la costruzione del nuovo campanile.

Nel 1808, durante il regime napoleonico, la Certosa fu soppressa e i suoi arredi più preziosi furono venduti o dispersi. Nel 1814 i monaci poterono tornare nel monastero che fu rinaugurato nel 1818 sotto il titolo dell’Assunzione di Maria Vergine, S. Giovanni evangelista e S. Gorgonio martire.

Nel 1866 la Certosa fu definitivamente soppressa dallo Stato italiano, che ne divenne proprietario. I Certosini vi mantennero tuttavia la residenza svolgendo il ruolo di conservatori del complesso, che nel 1869 fu dichiarato monumento nazionale. A partire da questa data la parte ritenuta 'non monumentale' della Certosa fu adattata a diversi usi: dopo vari tentativi di trasformazione in manicomio, fu affittata come luogo di soggiorno per le educande del conservatorio S. Anna di Pisa. Tra il 1915 e il 1921 divenne un ospedale di riserva per i prigionieri di guerra, sotto l’amministrazione degli ospedali di S. Chiara di Pisa. Alla fine di questa gestione la Certosa necessitava di urgenti restauri.

A partire dal 1923 il Ministero della Pubblica Istruzione si adoperò per promuovere l'apertura della Certosa come Museo nazionale; l’idea fu concretizzata solo nel 1972, quando i monaci certosini abbandonarono definitivamente il complesso.

Nel 1979 la Direzione Generale del Ministero delle Finanze formalizza la concessione in uso gratuito e perpetuo di una parte della Certosa (dichiarata 'non monumentale') all’Università di Pisa che nel 1986 aprì in quegli spazi un Museo di storia naturale.

Collocazione

Certosa Monumentale di Calci

via Roma, 79 - 56011 Calci (PI)

Coordinate GPS: 43.721885,10.524151

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Fonti

In questa sezione sono elencate le fonti archivistiche relative all'immobile in oggetto, raccolte durante il progetto; le risorse sono consultabili gratuitamente nella sezione "Banca dati" dopo aver effettuato la registrazione.

  • La Certosa Monumentale di Calci

    • Ciborio e colonne
    • Convenzione per il pavimento del Capitolo
    • Convenzione per la costruzione del chiostro grande
    • Diario del priore Alfonso Maggi
    • Disegni del Bergamini
    • Disegni della chiesa
    • Disegni per il lastrico
    • Disegno del capitello
    • Elenco degli oggetti della collezione di storia naturale conservati nella Certosa
    • Foglio M disegno quarto
    • Foglio segnato L
    • Foglio segnato P
    • Foglio segnato T
    • Fornitura di ambrogette
    • Fornitura di marmette e altri materiali
    • Fornitura di marmi
    • Fornitura di marmi mischi francesi
    • Fornitura di marmi per il pavimento
    • Fornitura di marmi per la Certosa
    • Fornitura di mattoni
    • Fornitura di urne e vasi
    • Fornitura di varie opere
    • Informazione sui materiali
    • Informazione sui materiali pregiati
    • Inventario dei dipinti conservati nella Certosa
    • Inventario dei quadri della chiesa e cappelle e degli oggetti conservati nella cella priorale
    • Inventario della Certosa di Calci
    • Invio di materiali per la Certosa
    • Lavori alla Certosa
    • Lavoro di stuccatura di Giuseppe Ferri
    • Lettera di Monzoni al priore della Certosa
    • Lettera di Simonelli al presidente della Commissione conservatrice dei monumenti d'arte di Pisa
    • Lettera di risposta del Ministero della Pubblica Istruzione alla Prefettura di Pisa
    • Licenza di fare l'altare maggiore
    • Marmo per i capitelli
    • Materiali per la Certosa
    • Memoria della costruzione del nuovo olivaio in Certosa e del nuovo assetto conferito alla facciata della casa religiosa
    • Memorie della Certosa
    • Misure del pavimento del Capitolo
    • Nota di spesa
    • Nota di spesa dei lavori nella Certosa di Calci
    • Nota di spesa per il pavimento di marmo del Capitolo
    • Nota di spese effettuate dallo scarpellino Bitozzi
    • Opere di scarpellino
    • Processo verbale di presa di possesso della Certosa
    • Richiesta di trasformare
    • Ricordo di lavori al chiostro
    • Risposta del Ministero della Pubblica Istruzione al Prefetto di Pisa
    • Rottura di una colonna nuova
    • Spese per il chiostro grande
    • Spese per la fonte e il chiostro della Certosa di Calci
    • Spese per marmi e stucchi
    • Supplica del Priore della Certosa in funzione della preservazione della casa religiosa dal provvedimento napoleonico di soppressione
    • Verbale della riunione della Commissione conservatrice in merito alla trasformazione in manicomio della Certosa
  • Cronologia

    In questa sezione è visibile una cronologia sintetica delle fasi più significative di costruzione, trasformazione e restauro del complesso.

     

    • 1367 viene fondata la Certosa di Calci sotto il titolo di S. Bruno
    • 1370 viene completato il recinto di clausura
    • 1374 inizia la costruzione della chiesa. Francesco da Volterra ne affresca le pareti.
    • 1376 la famiglia Gambacorti finanzia la costruzione della prima cappella a lato della sacrestia
    • 1377 seguono la costruzione di altre cappelle, del portico, delle mura intorno agli orti.
    • 1378 si costruisce il refettorio
    • 1384 viene costruita la foresteria accanto alle cappelle
    • 1386 viene iniziata la costruzione della cappella del Capitolo
    • 1392 Piero di Giovanni da Como realizza la facciata marmorea della chiesa
    • 1455 i maestri Giovanni e Andrea costruiscono la scala di accesso alla chiesa
    • 1457 si lavora al campanile
    • 1470-75 Lorenzo di Salvatore da Settignano scarpellino lavora al chiostro capitolare
    • 1488 si edificano nuove celle e si organizzano gli spazi verdi degli orti e dei giardini
    • 1597 il pittore Bernardino Poccetti affresca il refettorio e la chiesa e realizza pale d’altare
    • 1608 viene rinnovata la facciata della chiesa e vengono ridisegnati alcuni altari ad opera di Orazio Bergamini
    • 1614 viene ricostruito il chiostro della foresteria nobile
    • 1633-82 l’architetto fiorentino Matteo Nigetti disegna il nuovo chiostro grande. Vengono sopraelevate e ricostruite le celle dei padri.
    • 1648 viene realizzata una nuova fontana al centro del chiostro
    • 1666 viene realizzato il nuovo altare maggiore policromo della chiesa ad opera dei maestri Bergamini da Carrara
    • 1685 in chiesa vengono aperte nuove finestre e realizzato un nuovo ciclo pittorico
    • 1703 in chiesa viene messo il pavimento disegnato da Andrea Vaccà da Carrara
    • 1709 viene completata la facciata della chiesa
    • 1732 si realizza l’altare del Capitolo
    • 1748-1758 Angiolo Maria Somazzi realizza le decorazioni della cappella della Maddalena (oggi dedicata a S. Ranieri) e l’altare della cappella di S. Bruno
    • 1760 la chiesa viene consacrata
    • 1764-1797 il priore Alfonso Maggi avvia un’importante fase di lavori di ampliamento e decorazione dell’intera Certosa
    • 1765 si realizza la piazza a semicerchio esterna alla Certosa
    • 1769-1790 si ricostruiscono la foresteria granducale, il cortile d’onore e i giardini
    • 1771 l’architetto Niccolaio Stassi progetta una nuova facciata per la chiesa
    • 1776 vengono costruite le stalle, il granaio, il loggione
    • 1779 vengono realizzate la lavanderia, le olivaie, le rimesse
    • 1783 si costruiscono nuove celle sopra le cappelle
    • 1791 si termina la sagrestia e si costruisce la cappella delle reliquie
    • 1808-1814 la Certosa di Calci è soppressa
    • 1818 la Certosa di Calci viene nuovamente fondata sotto il titolo di Santa Maria Vergine Assunta, S. Giovanni Evangelista e S. Gorgonio martire
    • 1866 la Certosa di Calci è soppressa dal governo italiano. I certosini sono nominati custodi e soprintendenti del monumento
    • 1869 la Certosa di Calci è dichiarata monumento nazionale. Un privato ne chiede la cessione d’uso per trasformarla in manicomio
    • 1871 la Certosa di Calci viene ceduta al Ministero della Pubblica Istruzione
    • 1873 il Ministero autorizza l’imposizione di una tassa di ingresso ai visitatori da versare agli asili infantili e di carità di Pisa
    • 1885 il Regio Conservatorio di S. Anna chiede in affitto alcuni locali per portarvi le educande
    • 1888 l’amministrazione provinciale chiede la Certosa per trasformarla in manicomio
    • 1892 l’amministrazione provinciale chiede nuovamente la Certosa per trasformarla in manicomio
    • 1893 la Certosa viene utilizzata come reparto temporaneo di artiglieria
    • 1894-1895 l’architetto Luigi Bellincioni progetta la trasformazione della Certosa in manicomio, la proposta viene respinta
    • 1896 la chiesa viene restaurata a seguito di un incendio
    • 1915 la parte non monumentale della Certosa viene consegnata ai regi ospedali di S. Chiara e trasformata in ospedale militare di riserva
    • 1918 si tenta senza successo di trasformare la Certosa in tubercolosario per prigionieri austro-ungarici
    • 1923 il Ministero delle finanze cede la Certosa al Ministero della Pubblica Istruzione per trasformarla in museo nazionale.
    • 1934 l’ingegnere Giulio Fascetti e l’architetto Oreste Zocchi progettano il campanile della Certosa, ma il progetto viene realizzato solo in parte
    • 1939 la Certosa è destinata dal Ministero dell’educazione nazionale a rifugio di opere d’arte della provincia di Pisa e del Piemonte in caso di guerra. Si eseguono lavori di adattamento
    • 1947-1950 si restaura il chiostro grande e si riparano i danni di guerra
    • 1969 i certosini abbandonano definitivamente la Certosa
    • 1979 una parte della Certosa viene ceduta in uso gratuito e perpetuo all’Università di Pisa
    • 1986 l’Università di Pisa inaugura il Museo di Storia Naturale e del Territorio

    Link utili