Royaumont Abbaye, Asnieres sur Oise - ArTeSalVa

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Royaumont Abbaye, Asnieres sur Oise

riuso culturale

L’Abbazia di Royaumont, voluta da Luigi IX nel XIII secolo, fu largamente distrutta durante la Rivoluzione francese entrando a far parte del Demanio dello Stato. Nel 1791 fu venduta al marchese Joseph Bourguet de Guilhem de Travanet, che si servì della buona diramazione della rete idraulica del monastero per convertirlo in una fabbrica di filati di cotone. Questo utilizzo fu mantenuto fino al 1864 quando l’edificio fu messo nuovamente in vendita e suddiviso tra proprietà private e religiose.

In questo periodo l’architetto Louis Vernier intraprese uno studio dettagliato dell’abbazia per ricostruire il piano originario del monastero del quale rimanevano poche tracce. Nel 1905 l’Abbazia fu acquistata dall’industriale e presidente della Società delle costruzioni di Batignolles, Jules Goülin, I successori di Goülin intrapresero a partire dal 1927 una campagna di restauri dell’edificio, sotto la direzione degli architetti dei Monumentes Historiques.

In particolare Henri Goülin e la moglie, Isabel Lang, entrambi pianisti e appassionati di musica, dal 1936 iniziarono ad aprire le porte dell’abbazia per incontri e concerti musicali. Royaumont divenne così luogo di residenza occasionale, di lavoro e riposo per artisti e letterati.

Questo primo tentativo di riconversione fu interrotto a causa degli eventi bellici del secondo conflitto mondiale. A guerra finita l’Abbazia fu riaperta come «Centre Culturel International de Royaumont» e divenne un punto di incontro importate per gli intellettuali francesi e stranieri.

Nel 1964 Henry Goülin decise di dare una missione scientifica precisa al suo centro fondando la «Fondation Royaumont (Goüin-Lang) pour le progrès des Sciences de l’Homme». Nel 1977 la Fondazione, nell’intenzione di salvaguardare il monumento e promuovere un progetto culturale globale al suo interno, siglò una convenzione con il Consiglio Generale della Val-d’Oise e nel 1978, sotto la direzione di Francis Maréchal, iniziò un percorso di modifica della sua iniziale missione. Lo studio delle scienze umane venne infatti sostituito con la ricerca più propriamente artistica e, in particolare, la sperimentazione musicale, che trovava forti legami con la tradizione musicale del complesso, usato nei secoli passati come luogo di esibizioni e spettacoli, e con la storia personale dei Goülin.

Una delle missioni principali che consegue oggi la Fondazione Royaumont è quella di mantenere in vita il vasto sito abbaziale attraverso attività di conservazione e arricchimento del patrimonio materiale e immateriale. L’uso delle strutture interne del monastero come spazi di accoglienza, studio e residenza per gli artisti costituisce uno dei principali modi di salvaguardia dell’edificio. Vengono infatti messe a disposizione degli artisti le sale del monastero ad uso di foresteria, ateliers e biblioteca. Le stesse sale sono impiegate per manifestazioni artistiche, convegni, incontri tra professionisti e manifestazioni per un pubblico più vasto. Gran parte degli spazi dell’Abbazia sono inoltre aperti tutti i giorni e visitabili da parte di un pubblico diversificato di turisti e studiosi.

La Fondazione continua a promuovere il restauro delle strutture adiacenti il monastero e sta portando avanti un progetto di ripristino dei suoi giardini.

Luogo: Asnieres sur Oise, Francia

Denominazione: Fondation Royaumont. Centre international pour les artistes de la musique et de la danse

Usi passati: Religioso (monastero cistercense); industriale (fabbrica di produzione tessile); culturale e turistico (sede di performance musicali; resort di vacanza per industriali)

Uso presente: Centro culturale interdisciplinare (centro di studio e sperimentazione musicale e di danza)

Committente: Fondation Royaumont (Goüin-Lang)

Links: www.royaumont.com ; www.accr-europe.org

BibliografiaJean-Noel Mathieu, Reviving monuments. Approaches to historic building re-use seen on 40 sites in Europe today, Le Moniteur Editions, Paris, 2003; Alain Erlande – Brandenburg, Royaumont Abbaye royale, Les Édition du Palais, Paris 2011.

Interesse rispetto al progetto ArTeSalVa: Il caso di Royaumont Abbaye si avvicina significativamente al caso di studio della Badia di Volterra per assonanza tipologica, trattandosi in entrambi i casi di complessi abbaziali. L'esempio di Royaumont Abbaye dimostra come un vasto edificio religioso possa essere rifunzionalizzato in modo coerente e nel rispetto delle strutture preesistenti. La scelta di realizzare all'interno dell'edificio un centro culturale e residenziale per artisti non confligge con la possibilità per i turisti di visitare la struttura e poter godere del suo grande patrimonio storico-architettonico.